La scomparsa delle api. Indagine sullo stato di salute del pianeta Terra - di Sylvie Coyaud

E’ facile trovare in tutte le nostre case un vasetto di miele, per colazione o qualche spuntino veloce. Ce n’è davvero per tutti i gusti: il miele d’acacia, dolce, ottimo contro l’acidità di stomaco, o il miele di castagno, raccomandato in tutti i casi di cattiva circolazione sanguigna. Quello di eucaliptolo è utile per la tosse, quello di tarassaco ha azioni depurative. A seconda del tipo di pianta dove si posano le piccole e preziose api, vengono prodotti mieli dalle diverse proprietà. Se poi ci guardiamo un po’ intorno, scopriamo che sono tanti gli articoli che usiamo nella quotidianità, derivati dall’infaticabile lavoro delle api: anche la crema che uso per il viso è a base di miele e propoli (un acquisto presso quelle bancarelle di apicoltori che si trovano sporadicamente in città).

Ma le api stanno scomparendo: niente più api, niente più impollinazione. Il problema è serio. Un grido d’allarme è rimbalzato recentemente sui diversi quotidiani italiani ed esteri: dove sono finite le api?

Diversi anni fa, nel 2008,  avevo letto questo libro, "La scomparsa delle api" di Sylvie Coyaud; nonostante sia passato tanto tempo, è sconcertante osservare che la moria di api è drammaticamente aumentata. 

Un recente dossier di Greenpeace ha registrato negli ultimi mesi significative perdite di insetti tra cui, nel solo Nord Italia, oltre 10 milioni di api bottinatrici morte e 200 alveari distrutti da un anomalo fenomeno di avvelenamento (si sospetta legato a semine effettuate con sementi trattate con pesticidi).

Il libro di Coyaud faceva già nel 2008 il punto su posizioni molto distanti tra loro, che tentavano di dare una risposta a questo fenomeno che aveva raggiunto dimensioni imbarazzanti: 50 miliardi di api erano scomparse in Grecia, almeno 55 in Italia, centinaia di miliardi solo negli Stati Uniti. Così in India, in Nuova Zelanda, in Canada, in Brasile.

Questi piccoli preziosi insetti stanno scomparendo nel mondo. Alcuni scienziati danno la colpa alla diffusione degli ogm nell’agricoltura, altri al riscaldamento globale del nostro pianeta, altri ancora parlano di un terribile virus o di un acaro in grado di distruggerle in poche ore.

Einstein sosteneva che se l’ape fosse scomparsa dalla terra, all’umanità sarebbero restati quattro anni di vita. Studi scientifici  svolti nelle università tedesche collegano la scomparsa delle api alle coltivazioni transgeniche, analizzando il gene di un batterio inserito nei semi di colza per renderlo resistente a un erbicida.

Intere pagine del libro sono dedicate alle diversi ipotesi di apicoltori e scienziati, e alle relative smentite, in un continuo altalenarsi tra politica e ambiente, scienza e tecnologia, tra cambiamenti prodotti dall’uomo e rimedi che tardano ad arrivare. “Insetti e artropodi non vengono mai tutelati, nemmeno quando sono appesi a un filo sull’orlo dell’estinzione e vengono inclusi nella Red List delle specie a rischio. Non possiedono il glamour bianconero del panda, l’arcano fascino del delfino rosa né l’eleganza molleggiata della tigre”.

Il “cibo degli dei” rischia di scomparire, insieme alle api. Forse insieme a noi. Sylvie Coyaud ci fa riflettere.

Le api sono sentinelle del mondo.
(Albert Einstein)


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Titolo del libro: La scomparsa delle api. Indagine sullo stato di salute del pianeta Terra
di Sylvie Coyaud
Editore Mondadori




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