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Visualizzazione dei post da febbraio, 2021

Quel che affidiamo al vento - di Laura Imai Messina

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  "Questa storia è ispirata a un luogo che esiste realmente, a nord-est del Giappone, nella Prefettura di Iwate. Un giorno, un uomo installò una cabina telefonica nel giardino della sua casa ai piedi di Kujira-yama, la Montagna della Balena, subito accanto alla città di Otsuchi, uno dei luoghi più colpiti dallo tsunami dell'11 marzo 2011. All'interno è posato un vecchio telefono nero, non collegato, che trasporta le voci nel vento. Migliaia di persone vi si recano in pellegrinaggio ogni anno". Di fronte alle grandi tragedie, e alle morti improvvise, rimane l'essere umano con le sue fragilità, lo sgomento e il vuoto che ti assale, la paura di non potercela fare senza la presenza della persona cara appena scomparsa. E nasce, dal profondo del cuore, o forse dalla disperazione di un momento che mai si vorrebbe affrontare, la necessità di continuare a comunicare con chi non c'è più, con chi non è più presente in carne e ossa, ma che senti sempre vicino.  E noi, com

Naufragi - di Francisco Coloane

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"I marinai d'ogni latitudine assicurano che là, a un miglio da quel tragico promontorio, testimone dell'incessante duello tra i due più vasti oceani del mondo a Capo Horn, il Diavolo è rimasto ancorato a un paio di tonnellate di catene, che lui trascina facendo gemere i ceppi sul fondo del mare nelle orride notti di tempesta, quando le acque e le ombre oscure dal cielo sembrano salire e scendere su quegli abissi". Francisco Coloane ha scritto questa antologia di naufragi avvenuti tra il 1520 e i primi del Novecento, prendendo ispirazione da uno dei suoi libri preferiti, scritto dallo scienziato cileno Vidal ​ Gormaz, che nel testo aveva censito centinaia di naufragi avvenuti nelle coste del Sud America: storie di navi e naviganti, lupi di mare, corsari, esploratori, storie vere e antiche leggende di uomini accomunati da un destino dove la forza del mare punisce gli errori e le imperizie dell'uomo, senza pietà, scrivendone così l'ultima pagina di vita. Potreste

THE CHINA STUDY - di T. Colin Campbell PhD e Thomas M. Campbell II

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Questo libro è davvero un cult per chi ama i testi sull'alimentazione. Quando è uscita la sua prima edizione ha rivoluzionato il pensiero di molti. La domanda che ha posto a tutti noi era dirompente:  e se tutto partisse dall'alimentazione e gran parte delle nostre malattie fossero collegate prevalentemente ad abitudini alimentari non corrette? Il Dott. Colin Campbell è arrivato a questa scoperta grazie a quarant'anni di ricerca biomedica e 27 anni di analisi attraverso un programma di laboratorio. Per lui non ci sono più dubbi:  una dieta corretta può salvare la vita! Cardiopatie, diabete e obesità, come anche varie forme di cancro, possono regredire attraverso una dieta sana a base di cibi naturali e vegetali. Non è stato un percorso così lineare come si potrebbe pensare. I suoi studi universitari, il suo dottorato di ricerca, i suoi primi anni di lavoro: tutto era basato sull'obiettivo di migliorare la capacità di produrre proteine animali, perché Colin era davvero

Ogni parola è un seme - di Susanna Tamaro

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Ho amato la scrittura di Susanna Tamaro, dai tempi di "Va' dove ti porta il cuore". Uno stile inconfondibile, che ti rimanda, con la mente, attraverso le storie raccontate nei suoi libri, a riflessioni su ciascuno di noi: come pensiamo, le nostre idee, i ricordi, il nostro modo di rapportarci con gli altri ... E Susanna ce ne parla, con semplicità, attraverso l'uso della figura retorica della similitudine e lontano da moralismi o comportamenti obbligati.​ Basta una parola per evocare dentro di noi profonde emozioni. Ed è proprio in questo libro, "Ogni parola è un seme", che la scrittrice ci vuole catapultare tra due opposte estremità: quella della parola, portatrice e rivelatrice di senso, e il silenzio, ormai morto dentro di noi. " Ogni parola è un seme. E come il seme, quando è fecondo, contiene in sé il proprio nutrimento ".  Ma la parola può costruire e può anche distruggere. E noi, uomini e donne della società contemporanea, secondo Susanna, a

Come è profondo il mare - di Nicolò Carmineo

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Mi piace guardare il mare. D'estate. Soprattutto al tramonto. Chiudere gli occhi, allontanare i pensieri della giornata, e ascoltare il lento movimento delle onde che dolcemente spumano allungandosi sulla spiaggia ormai semideserta. I profumi del mare, dei doposole, le conchigliette che sbucano qua e la' dalla sabbia, i runners e gli amanti delle benefiche passeggiate silenziose sul bagnasciuga, gli ombrelloni che, poco alla volta, vengono chiusi, lasciando spazio a giochi di luci e ombre dove il protagonista è il sole con la sua ultima magia prima di cedere il passo alla notte con le sue stelle ... È un momento per me di serenità rigenerante. Per me mare significa vacanza, estate, star bene. Così, quando ho scelto di leggere il libro- reportage di Nicolò Carnimeo " Come è profondo il mare. La plastica, il mercurio, il tritolo e il pesce che mangiamo (dal nostro inviato nella più grande discarica del pianeta) ", sapevo che mi sarei fatta in qualche modo del male, po